La bellezza non è un privilegio e si trova facendo le cose insieme

Da Scampia al mondo: la testimonianza di Davide Cerullo ha aperto il panel “Legàmi: dal quartiere al mondo”, uno dei più contaminati del Festival Reclaim.

“Sono nato a Scampia: a 14 anni mi hanno regalato la prima pistola, gestivo una delle piazze di spaccio più importanti. Sono rinato, non andando altrove, ma proprio in carcere, lì dove stavo morendo, grazie all’incontro con la parola, con i poeti come Pasolini, Bobin, Anna Achmatov e attraverso il mio nome letto sul Vangelo. Circa 11 anni fa sono poi tornato a Scampia e ho creato per i bambini del quartiere un pezzo di terra recintato, sacro, con un asinello, galline, capre, l’Albero delle Storie, perché la bellezza non è un privilegio, deve essere normale ovunque, in tutte le Scampie del mondo. Bisogna contaminarsi, stare insieme, perché è così che si fanno le cose”.

La testimonianza di Davide Cerullo, un passato nella malavita e un presente da operatore di un’associazione magica che a Scampia diffonde bellezza, ha aperto uno dei panel più contaminati del Festival: “Legámi: dal quartiere al mondo”. L’incontro, che si è svolto il 23 maggio all’Impact Hub, nel quartiere di Rifredi, periferia di Firenze, oltre a Cerullo, ha visto tra gli ospiti Ernesto Pagano, scrittore e regista, autore del podcast “Da grande” realizzato nell’ambito del progetto COSPE “Grande” sui giovani stranieri non accompagnati, e Mohammed Ouaddane Waddan dell’associazione Trajectoire di Parigi, che fa mediazione educativa con giovani affidati ai servizi di tutela giudiziaria minorile. Inoltre, in collegamento dalla Colombia, Luisa Quiceno di COSPE e Kike Riaskos, presidente della Fondazione Palma Chonta, partner di COSPE nel progetto europeo “Acordes de paz”.

Due associazioni, Trajectoire e Palma Chonta, che cercano di mettere in luce il talento e le energie giovanili in contesti complessi: “Grazie alla produzione di un video clip -ha detto Mohammed- abbiamo cercato di far diventare i ragazzi i veri protagonisti di un progetto artistico collettivo, mostrando loro che l’arte non è riservata alle classi dominanti e che il talento si costruisce”. Sulla stessa lunghezza d’onda, Ernrique Riaskos della Fondazione Palma Chonta: “Lavoro con un laboratorio itinerante di audiovisivo e musica nel Chocó e a Buenaventura (costa del pacifico colombiano ndr), territori con molti problemi sociali ma anche moltissimo talento, specialmente musicale.

Registriamo le musiche ancestrali: è un modo per riscattare le tradizioni afrocolombiane e permettere alle comunità di riappropriarsi della propria narrazione”. E sempre coinvolgimento, arte e gioco con le parole è quello che ha mosso il lavoro di Ernesto Pagano per la realizzazione di un podcast con i giovani migranti: “Le prime parole che questi ragazzi imparano sono «problema» e «clandestino». Più difficile è la parola «vorrei»: arrivano qui dopo aver esaurito tutta la loro forza nel viaggio, e il futuro sembra non esistere più.

Quando diventano maggiorenni – racconta Pagano, nato a Torre Annunziata e diventato “cittadino” di Rifredi – il sistema di accoglienza smette di seguirli, molti finiscono per strada o nello spaccio, e diventano il bersaglio perfetto delle campagne elettorali su sicurezza e rimpatri -non a caso un partito di estrema destra ha aperto la sua sede a un chilometro da qui”. Il panel è stato organizzato grazie al contributo da Fondazione Raggio di Luce e della Fondazione CR Firenze e il progetto omonimo: “Legámi – Dal quartiere al mondo – Rigenerazione partecipata e protagonismo giovanile.


Premio Reclaim 2026

Il Premio Reclaim 2026 (un’illustrazione ispirata alla grafica del Festival) è andato a due realtà che hanno fatto sentire la loro voce, hanno rivendicato diritti, si sono ripresi spazi fisici, politici e pubblici: il Comitato Tanucci Piazza Aperta, “per la risposta e la capacità di coinvolgere una comunità intera attorno alle questioni dell’antifascismo e dell’inclusività”, dopo l’apertura della sede del partito Futuro Nazionale in piazza Tanucci a Firenze e alla Fondazione Chonta, associazione colombiana che “mette l’arte e il coinvolgimento giovanile al centro del processo di pace in corso nel paese”.

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