Zimbabwe: sopravvivere a El Niño e a Idai

I cambiamenti climatici qui hanno dei nomi e portano siccità e alluvioni che capovolgono le stagioni. 

Gli effetti del cambiamento climatico in Zimbabwe si avvertono in tutto il paese: dal nord, sulle rive del lago Kariba, ai campi di Beitbridge nel Sud, fino ai giardinetti delle scuole nella zona rurale di Gowke. Questi effetti possono essere avvertiti anche dai piccoli e medi produttori di pollame dove il fallimento o il successo di un piccolo allevamento può fare la differenza per una ragazza e la sua possibilità di ricevere un‘educazione. 

Gli effetti del cambiamento climatico nel paese sono innegabili e influenzano ogni aspetto della vita: salute, istruzione, elettricità, energia, economia, mezzi di sussistenza e ambiente in generale. Lo Zimbabwe è un paese senza sbocco sul mare, ricco di vaste risorse naturali e umane tra loro interdipendenti. Ad esempio, l’economia dello Zimbabwe dipende fortemente dall’agricoltura, la cui stabilità e la cui riuscita sono legate al clima, in particolare alle risorse idriche. Queste interconnessioni e l’incapacità di trovare moderne alternative alle sfide climatiche sono ciò che sta danneggiando maggiormente il paese. I mezzi di sussistenza e l’economia dello Zimbabwe in generale sono estremamente suscettibili ai cambiamenti climatici a causa della sostanziale dipendenza dell’agricoltura dalla pioggia. L’agricoltura costituisce, secondo i dati del Governo, il 15 % del Pil e il 40 % dei proventi totali delle esportazioni. 

Inoltre, come già detto, la crescita economica del paese è strettamente connessa alla variabilità delle precipitazioni. Questo espone il settore agricolo alle possibili sollecitazioni idriche che potrebbero essere causate dai cambiamenti climatici. I rischi meteorologici tipici dello Zimbabwe includono i cicloni tropicali che sono causa di intense piogge e temporali da cui derivano a volte inondazioni, allagamenti improvvisi e grandinate. È innegabile che il potentissimo ciclone Idai, che ha colpito la parte orientale dello Zimbabwe nel marzo 2019, sia il risultato dei cambiamenti climatici. Idai viene descritto come uno dei peggiori disastri meteorologici che abbiano mai colpito lo Zimbabwe. Ha provocato frane, danni alle case, perdite di vite umane, danni ai campi agricoli, alle strade e alle scuole, devastando i mezzi di sussistenza locali. Le aree dei distretti di Chimanimani e Chipinge sono state le più colpite. Il ciclone Idai ha colpito circa 270.000 persone in Zimbabwe: 51.000 sfollati, più di 340 morti e molti dispersi. Vaste terre coltivabili sono diventate inutilizzabili e molti capi di bestiame sono andati distrutti. In aggiunta a ciò, El Niño, un fenomeno climatico consueto nella regione, colpisce spesso lo Zimbabwe a intervalli di cinque o sette anni, lasciando il paese vittima della siccità. Negli ultimi anni, in Zimbabwe non si sono registrate molte piogge, il che ha causato lunghi periodi di siccità. Questa persistente siccità in Zimbabwe ha messo a dura prova i sistemi idrici sotterranei e superficiali, contribuendo al deterioramento dell’approvvigionamento idrico del paese. A causa del clima semiarido del paese, non esistono paludi e grandi pianure alluvionali. 

Il caldo estremo e la siccità stanno causando, inoltre, una rapida evaporazione delle acque superficiali, portando a livelli di acqua estremamente bassi la maggior parte delle dighe del paese, cosa che ha causato la dismissione di molte di esse. 

Quello che lo Zimbabwe sta vivendo in questo momento, analogamente a quanto sta accadendo in diversi paesi africani, evidenzia come le strategie di sviluppo che sono state utilizzate e hanno funzionato in passato siano, in breve tempo, diventate inefficaci nell’affrontare e gestire gli effetti emergenti del cambiamento climatico. La capacità di adattamento a tale sfida in Zimbabwe è fortemente limitata dalla debolezza delle istituzioni (politiche ed economiche), dalla mancanza di informazioni e di educazione sugli effetti del cambiamento climatico, dai disastri naturali, dalla mancanza di servizi e di infrastrutture, dalla disuguaglianza di genere, dall’emarginazione di settori chiave della popolazione nella pianificazione e nelle politiche decisionali e dal degrado ambientale.

di Faith Mutepa

Communications and Visibility Officer:

COSPE – Ipvc Zagp – Inclusive Poultry Value Chain

Leggi tutti gli articoli di questo numero

Zimbabwe: sopravvivere a El Niño e a Idai
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest