La Rubia canta la Negra con becrowdy

L’esperimento di crowdfunding per il nuovo disco di Ginevra di Marco. L’artista è in studio di registrazione con il suo progetto live grazie al sostegno e al finanziamento dei fan sul sito becrowdy.com

Per dimostrare attaccamento a un artista finora si poteva solo andare a un suo concerto e comprare il cd, ma oggi nuovi mezzi hanno aumentato le possibilità di partecipazione per gli amanti della musica, e non solo. Tra questi c’è il crowdfunding, che permette a molti sognatori e artisti di realizzare i propri progetti e ai fan di farlo insieme a loro.

Ginevra Di Marco, cantante fiorentina molto amata per le sue interpretazioni di musica popolare e da sempre distante ideologicamente dalle grandi case di produzione e distribuzione, ha realizzato così il suo ultimo progetto musicale “La Rubia canta la Negra”. Una raccolta di canzoni interpretate dalla Rubia (così viene soprannominata Ginevra) a partire dalle musiche e dalle parole di Mercedes Sosa, la grande cantautrice argentina: grazie a un crowdfunding che ha raggiunto il 300% della cifra richiesta, oggi Ginevra è in sala di registrazione.

Come è nato questo progetto, l’idea di cantare le canzoni di Mercedes Sosa?

Mi è sempre piaciuto, in un certo senso, essere un mezzo attraverso il quale certe figure possono proseguire il proprio viaggio, essere un tramite per portare un po’ di cultura e impegno civile e sociale alle persone che mi seguono.

Io credo che debba essere raccontata una figura come Mercedes: così bella e importante, non solo per l’Argentina ma per tutta l’America Latina: ha cantato il dolore del suo popolo negli anni della dittatura ma poi ha rappresentato il dolore della gente di tutto il mondo, e perciò ha avuto questo successo planetario.

È una figura che ha mantenuto una coerenza quasi feroce con i suoi ideali, tanto che è stata esiliata lontano dalla sua terra, una figura come non ce ne sono tante. Ai concerti stanno venendo anche molti argentini e cileni: è un gigante della musica che io amo da sempre in maniera fortissima e che questa volta ho voluto omaggiare proprio con un disco.

Come è stata la relazione con i tuoi fan e i tuoi sostenitori? Il crowdfunding si basa su relazioni virtuali, come ti sei trovata in questo spazio nuovo, così diverso dal palco ?

Il rapporto con i fan tramite il mondo virtuale e digitale è stato tutt’altro che freddo! Devi infatti coinvolgere le persone, stimolarle, motivarle, farle sentire vicine al lavoro che viene fatto. In primis perché loro stanno donando per una cosa che non esiste ancora, quindi tu le devi far sentire partecipi.

E così si mandano dei video, degli spezzoni, dei pensieri, dei saluti; per me è stato anche un modo per riavvicinare persone che sentivo meno, che non sentivo da tanto tempo, ha risvegliato molti rapporti. È stato un lavoro molto impegnativo, però anche molto soddisfacente.

Il pubblico ha partecipato entusiasta, ve lo sareste mai aspettato?

Il progetto è andato molto bene: era stato messo un tetto, una “cifra-obbiettivo” che è stata raggiunta al 100% in 3 giorni! È stata una dimostrazione di affetto e di vicinanza, oltre che di stima, davvero molto bella e gratificante. Inoltre il disco è ancora work-in-progress, noi siamo ancora in studio, lo stiamo terminando, però sapere che circa 500 persone ti stanno spingendo con fiducia a fare quella cosa ti dà energia e ottimismo.

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