Al via una coalizione internazionale contro il water grabbing

Tutti i più grandi movimenti contro l’accaparramento della terra e dell’acqua si sono dati appuntamento al Social Forum Mondiale di Tunisi. Questa mattina (25 marzo , ndr) si è svolto il primo seminario organizzato da COSPE insieme a La Via Campesina, FIAN International, Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’acqua- (CICMA), Transnational Institute, GRAIN, ActionAid. I primi risultati nelle parole di Luca Raineri, responsabile advocacy di COSPE:

A Tunisi si è svolto il più ambizioso tentativo di mettere in rete tutti i movimenti che si occupano di difesa del diritto dell’accesso ai beni comuni in particolare della terra e dell’acqua. Non c’è mai stato un tentativo del genere, un tentativo di mettersi insieme e di riconoscere le reciproche contaminazioni, i diversi interessi ed esperienze.

Questo esperimento è cominciato qualche mese fa e ha messo insieme 70 organizzazione, tra piccole e grandissime, che lavorano su diritto dei beni comuni e dal Social Forum vogliamo andare avanti. Oggi la questione dei beni comuni è una delle problematiche più urgenti: in questo momento in tutto il mondo chi si occupa di queste tematiche e i difensori dei diritti umani che si occupano di diritto al cibo sono oggetto di una repressione arbitraria e brutale. Alcuni degli ospiti che ci hanno raggiunto nel primo seminario sono appena usciti di prigione e altri non sono riusciti neppure ad arrivare, proprio in quanto incarcerati.  E questo perché la responsabilità dei governi nella svendita a multinazionali o governi stranieri in cambio di importanti contropartite è una responsabilità ormai chiara e definita che può beneficiare della “manu militari” in molti Paesi.

Quindi la prima riunione è servita a condividere esperienze, rafforzare lo spirito rete, unire le piattaforme nate in questi Paesi per lottare contro l’accaparramento di terra e acqua. Abbiamo trovato una maturità straordinaria nei rappresentanti dei vari movimenti, competenze di alto livello per quanto riguarda i diritti umani e l’aspetto giuridico e infine una grande saggezza politica che era inaspettata per noi che lavoriamo in questo campo da tempo. Molti di loro stanno vincendo e obbligando i governi a riconoscere i diritti di accesso ai beni comuni. Nelle prossime riunioni cercheremo di lavorare in modo ulteriormente condiviso. Le nostre risorse non sono molte ma se riusciamo a metterle insieme forse riusciamo a segnare qualche punto in più non solo a livello nazionale ma anche internazionale“.

Al via una coalizione internazionale contro il water grabbing
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest