MedNet: attivismo nel Mediterraneo

Foto_di_Orlando Canseco

L’iniziativa in Tunisia  – DONNE ALLO SPAZIO DEI MEDIA

In Tunisia, il progetto Med Net prevede il lancio di una campagna dal nome “Femmes et médias“. un’iniziativa a tutto tondo che coinvolge ONG e associazioni di donne e media. I temi toccati vanno dalla governance “rosa” alla presenza delle donne nei media, nei ruoli decisionali e di direzione. Non poteva mancare una riflessione sull’immagine delle donne veicolata dai media. In previsione del lancio della campagna, il 17 maggio scorso si è tenuto a Tunisi un seminario dal titolo “Donne e media: esperienze comparate e prospettive di lotta contro la discriminazione tra Tunisia, Algeria, Yemen e Palestina”.
Il progetto, che mira a fornire un sostegno alle iniziative della società civile locale, si impegna a promuovere la parità di genere in Tunisia e nel settore dei media e a sostenere uno scambio dinamico di esperienze con donne giornaliste provenienti dal mondo arabo. Durante l’incontro, grazie alla presenza di giornaliste e attiviste provenienti da Algeria, Palestina e Yemen è stato possibile esaminare, discutere e scambiare idee sulle varie pratiche di giornalismo e attivismo, relative alla lotta contro la violenza di genere. Sull’agenda c’era anche lo studio di meccanismi e possibili strategie per migliorare l’immagine delle donne nei media. Le numerose attiviste che hanno partecipato al seminario hanno riportato le loro esperienze personali sui temi dei diritti della donna nei loro Paesi d’origine. Si è trattato del primo passo per arrivare al riconoscimento dell’esistenza di problemi condivisi e comuni a tutte le donne presenti al seminario: violenza economica, politica e sociale, stereotipi sulla donna perpetuati dai media e mancato accesso della donna a posizioni decisionali rilevanti. La ricca partecipazione all’incontro lascia ben sperare: può trasformarsi in un’importante base di scambio che permetterà di avviare importanti sinergie e lavorare su diversi contesti legati all’immagine delle donne nei media.

La campagna in Egitto – “SAPERE è IL MIO DIRITTO”

Nonostante le campagne e le coalizioni per promuovere la libertà d’espressione, l’Egitto soffre ancora di uno scarso accesso alle informazioni ufficiali: procedure amministrative e dati nazionali sono soggetti ad una “cultura del segreto”.
una situazione che ha avuto un profondo impatto, non solo sui rapporti tra organizzazioni e autorità, ma anche all’interno delle organizzazioni stesse, rivelando un livello di fiducia reciproca molto basso. Dalla lettura di questo quadro, all’interno del progetto Med Net, è stata ideata la campagna “My right to Know”.
Lanciata il 24 febbraio scorso nell’ambito di un seminario nazionale, la campagna si articola sul tema della comunicazione e del networking, che a sua volta presuppone un dibattito su censura e autocensura, sull’ assenza di un codice di condotta per i giornalisti e media e sul fenomeno di una società civile ancora molto compromessa con il potere. Lo sforzo considerevole che alcune associazioni stanno compiendo, andrà ora attuato attraverso un piano di azioni ed iniziative mirate a elaborare richieste che abbiano un impatto sulle decisioni politiche. La fine della “cultura del segreto” passa per un miglioramento delle procedure di comunicazione interna ed esterna: una priorità tra le organizzazioni della società civile e i media. Nonostante il grande lavoro da portare avanti, il buon numero di associazioni presenti al lancio della campagna dimostra che esiste già una potenziale rete di base, necessaria per favorire un cambiamento che porti da una “cultura del segreto” ad una“cultura della condivisione”.

La mobilitazione in Marocco – “CONSTITUTION”: NON LASCIAMOLA SOLO SULLA CARTA

Sono passati ben tre anni da quando la popolazione marocchina è stata chiamata a decidere riguardo ad una serie di emendamenti che avrebbero limitato i poteri del monaca marocchino e del primo ministro. Da allora, nonostante il referendum fortemente voluto da gran parte della società civile e nonostante il 98,5 per cento della popolazione abbia votato a favore degli emendamenti, la Costituzione è rimasta invariata. La necessità di cambiamento politico ha dunque portato alla nascita della campagna “Constitution”, lanciata il 27 giugno a Tangeri, che punta a meglio informare e sensibilizzare i cittadini riguardo la mancata messa in vigore dei cambiamenti costituzionali. La campagna inoltre vuole esaminare ed approfondire il dibattito intorno agli articoli inerenti i diritti e i doveri dei cittadini, dei lavoratori, dell’infanzia e delle donne. “Costitution” prevede, oltre ad una serie di incontri nelle altre città del nord del Marocco, la pubblicazione di un’agenda dei diritti da diffondere nelle scuole, associazioni e fabbriche. La campagna rientra nel progetto Med Net che intende facilitare il dialogo fra società civile e media indipendenti nei Paesi del Mediterraneo, e soprattutto promuovere il diritto alla libertà di espressione e di associazione.

La campagna in Palestina – “OUR RIGHT TO TELL”: RESPONSABILITà E TRASPARENZA CONTRO I CORROTTI

Nonostante un vivace settore non profit, il dialogo tra le organizzazioni della società civile e le istituzioni dell’Autorità palestinese è quasi inesistente. La quantità limitata di risorse finanziarie e le difficoltà legate all’occupazione israeliana e alla debolezza di un’organizzazione statale, rappresentano un forte ostacolo per la società civile palestinese; ad esempio la mancanza di dialogo con i decisori politici e gli organi legislativi rendono difficile ogni tipo di attività di lobby. Questo genera frustrazione
e comporta una diminuzione di credibilità nei confronti dei cittadini, la partecipazione è in calo e l’impatto delle campagne sociali è limitato solo ad alcune aree della società.
“Our right to tell” è una campagna anti-corruzione e per il diritto all’informazione che parte dal recente emendamento di un articolo di legge che protegge legalmente i cittadini che
denunciano fenomeni di corruzione esclusivamente se si rivolgono ad una commissione di alto livello. La campagna è diffusa attraverso numerosi canali e su più livelli: attraverso i social media, i media tradizionali e strumenti quali video, volantini, e poster. I lavori preparatori e di analisi per la campagna hanno già portato alla raccolta di una buona quantità di dati, e al momento “Our right to tell” è in cima alle priorità della società civile palestinese.
Nell’ambito del progetto “Med Net”, che comprende “Our right to tell”, la valorizzazione delle relazioni e networking potrebbero aumentare l’impatto della campagna. Molte le sfide da affrontare, sia per la riuscita della campagna sia per la democratizzazione della società palestinese: il senso di frammentazione si riflette nell’isolamento delle organizzazioni della società civile; il dialogo con i decisori palestinesi è quasi inesistente, il servizio pubblico è ancora considerato – e agisce – come un servizio governativo e l’accesso alle informazioni e ai dati ufficiali è ancora incerto.

 

 Ida Gravina

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