Un’economia altra

Economia SocialeFirenze, 9 maggio 2013

Per COSPE, sia nell’azione di cooperazione internazionale che in quella in Italia e in Europa, sostenere l’Economia Sociale e Solidale (ESS) vuol dire lavorare per l’affermazione di un modo nuovo e alternativo di organizzare la produzione, la distribuzione, il consumo e il risparmio secondo modalità fondate sull’equità, la partecipazione democratica e il legame con il territorio, contrapposte a quelle irrazionali instaurate dal modello capitalista e patriarcale. In questo senso, l’Economia Sociale e Solidale si presenta come un’economia altra rispetto al business as usual del capitalismo regolato dal mercato. Non a caso le prime forme di ESS sono state le imprese cooperative e le organizzazioni solidali di mutuo soccorso ed oggi i molteplici volti dell’ESS sono rappresentati da cooperative, imprese recuperate autogestite, gruppi d’acquisto, organizzazioni non governative e non lucrative, associazioni di lavoratori, imprese sociali piccole e grandi, e altre forme associative di lavoro. E’ certo che COSPE, che quest’anno compie trent’anni di esistenza, non ha sempre agito con questa stessa consapevolezza. Non l’avevamo noi né alcuni dei nostri partner quando tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 abbiamo scelto anche il sostegno all’impresa e alla creazione di lavoro in Uruguay, in Centro America o in alcuni paesi del continente africano, come una delle strade possibili per consolidare il ritorno alla democrazia o i processi di emancipazione sociale ed economica di popolazioni fino ad allora escluse o ai margini dello sviluppo. E anche le azioni innovative di COSPE nelle campagne per il consumo critico e per il commercio equo e solidale in Italia e in Europa non generavano certo da una già matura consapevolezza della necessità di costruzione di un vero e proprio modello alternativo. Tutto questo perché la finanziarizzazione dell’economia, la messa in discussione dei sistemi di welfare, l’incapacità manifesta e provata del capitalismo di dare risposte per tutti e soprattutto per le aree tradizionalmente forti e protette del pianeta ecc. erano tutti fenomeni ancora da venire. L’ESS oggi rappresenta il 10% del mondo economico in Europa: vale a dire 2 milioni di imprese e il 6% dei posti di lavoro totali. In tutto il mondo il solo movimento cooperativo – una sola delle anime di questa variegata realtà – coinvolge un miliardo di persone, cioè quasi il 15% della popolazione mondiale. Nel contesto attuale, in cui l’Occidente attraversa la più grave crisi economico-sociale del dopoguerra, la proposta di un’economia altra, sottratta ai dettami irrazionali del neoliberismo, può rappresentare una bussola di straordinario valore per costruire opportunità di uscita dalla crisi che pongano al centro la crescita sostenibile, la dignità del lavoro, la democrazia, l’equità di genere e lo sviluppo locale. In questo fase storica si ribaltano le tradizionali categorie di paesi avanzati e non e le esperienze ed i modelli acquisiti o in sperimentazione, per esempio nella regione del Mercosur, possono essere parte di quella bussola e contribuire alla costruzione di quelle opportunità. E la cooperazione internazionale, e dunque anche COSPE, può e deve rappresentare un’occasione imprescindibile per costruire alleanze fra eguali, facilitare il dialogo e catalizzare sinergie virtuose fra realtà lontane geograficamente e culturalmente.

Fabio Laurenzi
Presidente COSPE

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