Chiamatele “extremely good news”

Sono quelle dei media multiculturali. Da 15 anni viaggiamo insieme a loro

Media MulticulturaliMedia e immigrazione: da queste due parole e dalle implicazioni e prospettive del loro intrecciarsi prende il via alla fine degli anni ’90 un filone dell’impegno di COSPE che continua tutt’oggi. Perché abbiamo scelto questo binomio? Buona parte della nostra conoscenza della realtà ci arriva dal filtro dei media e come questi raccontano l’immigrazione influenza fortemente la percezione del cambiamento in corso da parte di tutti i cittadini. Ma non solo. E’ importante anche chi quell’informazione la produce e un giornalismo che rispecchia una società plurale dovrebbe garantire pari opportunità di accesso e spazi adeguati a tutte le sue componenti. Da qui partono le nostre sfide: come aiutare il mondo del giornalismo a rappresentare in maniera obiettiva la società multiculturale? Come abbattere le barriere legislative e culturali che rendono difficile l’accesso dei giornalisti di origine straniera alle redazioni?

Oggi per festeggiare il trentennale COSPE, guardando indietro a questi 15 anni, vogliamo parlare dei momenti che più ci hanno emozionato. “Extremely good news” sono state le parole usate da Aidan White, segretario della Ifj – International Federation of Journalists, per salutare il debutto pubblico dell’Ansi – Associazione Nazionale Stampa Interculturale – il 24 Febbraio 2010. Per noi, insieme alle amiche e gli amici giornalisti, la nascita della prima e unica associazione italiana promossa da professionisti di origine straniera, riconosciuta come gruppo di specializzazione all’interno della Federazione Nazionale della Stampa, è stata un grande traguardo. Quel giorno a Torino la commozione della neo presidente Viorica Nechifor ci ha riportato indietro, a quel maggio del 2004, quando a Firenze per la prima volta si sono incontrati quelli che sarebbero diventati i soci fondatori di Ansi. Era la prima edizione del Premio Mostafà Souhir, nato per valorizzare la produzione mediatica multiculturale e dedicato al nostro indimenticato collega, giornalista e attivista di origine marocchina scomparso prematuramente.

Per la prima volta Raymon e Faustin, promotori di una web radio a Bologna, hanno incontrato Roland con la sua rivista in albanese, Paula, giornalista romana di seconda generazione, Domenica volto del tg in lingua spagnola di una tv genovese e tanti altri. Era arrivato il momento di non delegare più ad altri ma prendere parola in prima persona e raccontare con sguardi nuovi la società in evoluzione. Noi di COSPE, che poniamo i diritti e l’autoaffermazione al centro del nostro impegno, non potevamo che sostenere questa forte richiesta di cittadinanza “comunicativa”.  Abbiamo sempre cercato di farlo in questi anni organizzando oltre al Premio Souhir varie edizioni di Meeting dei Media Multiculturali, su e giù per l’Italia, con partner importanti come l’Ordine dei Giornalisti, la Federazione Nazionale della Stampa, il Ministero delle Pari Opportunità, la rivista Internazionale e tanti altri.

Sono stati tanti i voli presi per incontrare colleghi di tutta Europa, per scambiarci idee e confrontarci su problemi e soluzioni, fino ad una mitica trasferta americana, dove abbiamo avuto l’onore di essere invitati all’Expo 2010 di New America Media, il più grande consorzio di “ethnic media”, con oltre 5000 iniziative. Siamo stati in prima linea nell’iniziativa della Carta di Roma, il Codice deontologico per i giornalisti su migranti e rifugiati, e nell’omonima associazione, lanciata nel 2011, di cui siamo soci fondatori. C’è ancora tanto lavoro da fare e insieme all’Ansi siamo ora alle prese con un nuovo progetto: Prospettive, una testata online promossa da giornalisti di origine immigrata.

Andare oltre le informazioni stereotipate dei media italiani sull’immigrazione e far emergere la quotidiana realtà delle nostre città e le sfide della società interculturale in costruzione è l’ambizioso traguardo che ci poniamo. Ad alt(r)a voce, come sempre.

di Alessia Giannoni

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