I Media Liberi per il diritto alla comunicazione per tutti

893986_10151487058887225_2117163784_oMedia liberi, piattaforme, associazioni e radio comunitarie, tutti riuniti nell’anfiteatro del campus del Manar, a Tunisi, per celebrare la giornata conclusiva del Terzo Forum Mondiale dei Media Liberi, organizzato all’interno del programma del WSF. Evento che ha visto gli attori impegnati nel settore della libertà d’espressione, provenienti dall’area del Maghreb-Mashrek e del mondo arabo, dall’Africa Occidentale e dall’America Latina, convergere su tematiche legate al diritto alla comunicazione, l’appropriazione tecnologica e il ruolo dei media alternativi per il cambiamento sociale.

Cinque giorni di attività, che si sono aperti con due assemblee plenarie, tra cui il I Forum delle Radio Comunitarie, seguito da circa 40 seminari pratici autogestiti, con una copertura totale delle attività portata avanti da Radio Forum – una radio con diffusione sul web (in dialetto tunisino) e sulla frequenza FM 104,1 (in varie lingue) – e dalle due copie dedicate dal giornale cartaceo Flamme d’Afrique.

Tra i numerosi incontri, di particolare interesse è stata la ricchezza di interventi al seminario promosso dalla Fondazione tedesca Rosa Luxembourg, su media alternativi e rivoluzioni. Esempi concreti di esperienze da più paesi dell’area Maghreb-Mashrek, e più in generale dall’Africa, hanno avuto modo di incontrarsi e condividere pratiche e materiali prodotti. Per la Tunisia Radio 3R, il collettivo Blech 7es e la cooperativa autogestita Nomad08; dall’Egitto le importanti esperienze di “resistenza mediatica” e contro-informazione di Mosireen, Kazeboon e Radio Tram. Dalla maliana Radio Kayira e le esperienze di radio/tv rurali dal Congo, al Brasile con la rete Ciranda e le numerose associazioni di e per i media alternativi.

A conclusione delle dense giornate di confronto, si sono svolte due assemblee di convergenza sul tema dei media alternativi, per una sintesi generale e con l’obiettivo specifico di redigere una bozza di “Dichiarazione di Tunisi” sul diritto alla comunicazione. Rielaborata a partire dal documento approvato a Dakar (“Il diritto a informare e a essere informati”) in occasione del WSF del 2011 e della risoluzione di Rio del 2012, la dichiarazione viene discussa e integrata durante il seminario mattutino, per poi giungere in sede plenaria pomeridiana alla sua presentazione e approvazione.

Alcune novità rispetto alla dichiarazione di Dakar sono state l’esigenza di richiamare standard internazionali sulla libertà di espressione e la necessità di un sistema di allerta sul controllo dei media minacciati dalla censura e dagli attacchi. Particolare attenzione è stata inoltre data alla regione Maghreb-Mashrek, nella quale si sono aperte nuove possibilità in seguito ai sommovimenti del 2011, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga. I media comunitari, ad esempio, non riconosciuti in alcun paese dell’area, ottengono che loro rivendicazioni vengano inscritte nel preambolo stesso della Dichiarazione di Tunisi, che ha un valore particolare proprio per il luogo della sua adozione.

L’obiettivo più ampio è l’avvio di un processo di elaborazione di una Carta Mondiale dei Media Liberi con un approccio partecipativo e collettivo, che permetta la sua condivisione e integrazione attraverso la piattaforma web del FMML.

Infine, come sottolineato dai rappresentanti di E-Joussour, ogni giorno cresce la consapevolezza dell’importanza di rafforzare l’articolazione tra media liberi e comunitari e movimenti sociali, per dare visibilità alle rivendicazioni dei popoli e delle fasce sociali marginali, come le donne e i giovani. A partire dal successo di questo terzo FMML di Tunisi si conferma e la necessità di capitalizzare questo momento di convergenza e di rafforzare il movimento a livello internazionale per la democratizzazione della parola.

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