Media alternativi e la potenza della Rivoluzione

In diretta da Tunisi un focus sul Forum Mondiale dei Media Liberi (24-30 Marzo 2013).

RADIO 3R regueb darine abidiTrema la voce di Kawla. E’ l’entusiasmo di chi per la prima volta si trova di fronte al grande pubblico a presentare l’esperienza della propria radio, la prima radio comunitaria della regione di Sidi Bouzid in Tunisia. Kawla, una delle giovani animatrici di Radio 3R (Radio Regueb Rivoluzione) è arrivata al campus del Manar, università di Tunisi, insieme alla collega Darine, per partecipare al Terzo Forum Mondiale dei Media Liberi, evento parallelo al World Social Forum che si svolge nella capitale dal 24 al 30 marzo e che si propone di rivendicare “il diritto alla comunicazione per tutti”, dedicando un focus speciale alle radio comunitarie, protagoniste indiscusse dell’evento.

«Per la prima volta– dice Kawla- la comunità di Regueb ha la possibilità di far emergere e far sentire la propria voce attraverso un mezzo di informazione che parla delle tematiche care alla popolazione, come i diritti delle donne e dei disoccupati, dei bambini. Nelle nostre trasmissioni cerchiamo di aprire il microfono a tutti perché pensiamo che si tratti che solo così si possa realizzare una completa libertà d’espressione».

Radio “3R” nasce dall’iniziativa dell’ONG Cospe e dell’Agenzia AMISnet in partenariato con l’Association Liberté et Développement ed è concepita infatti non solo come mezzo di informazione ma anche strumento di inclusione sociale, mobilitazione e sostegno alla cittadinanza attiva nella regione rurale di Regueb, epicentro della Rivoluzione di due anni fa e oggi ai margini di quei cambiamenti tanto attesi nel periodo di transizione post rivoluzionario.

Dopo una prima fase di diffusione sperimentale sul web, avviata il 9 gennaio 2013, la radio di Regueb con i tanti giovani che vi collaborano, è in prima linea nella battaglia per la promozione della libertà d’espressione e del pluralismo dei media tunisini e nella realizzazione di una strategia nazionale insieme al Sindacato Tunisino delle Radio Libere, che porti all’attivazione di un organismo indipendente competente per la concessione di frequenze (HAICA). Un organismo che finalmente regolamenterebbe la concessione delle frequenze e permetterebbe una maggiore diffusione delle tante stazioni locali che sono nate sulla scia del movimento rivoluzionario del 2011.

Sono queste le rivendicazioni che legano le esperienze locali ai tanti movimenti internazionali di sostegno alla libertà d’espressione arrivati da tutto il mondo a Tunisi e rappresentati da AMARC (Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie), dal Sindacato Tunisino delle Radio Libere, dalle associazioni brasiliane come Ciranda e Intervoces, dal portale E-Joussour di Maghreb/Machrek, dal network francese Ritimo, e dall’associazione Hipatia.

Tutti riuniti a questo Social Forum per realizzare seminari e atelier pratici legati a comunicazione come bene comune, regolamentazione dei media liberi e accesso alle frequenze, sostenibilità nel lungo termine dei media, appropriazione tecnologica, hacker e software liberi. E soprattutto per rivendicare i diritti alla comunicazione e alla libera espressione come diritti umani fondamentali, da riaffermare principalmente attraverso le radio comunitarie: “Il clima effervescente tunisino ci ricorda i processi vissuti in America Latina dopo la caduta delle dittature e il ruolo rivoluzionario delle radio libere nello sviluppo di cambiamenti sociali qualitativi”, afferma emozionata Maria Pia Matta di AMARC Internazionale.

E di cambiamenti parla infatti anche Kawla riferendosi alla rappresentazione e al ruolo che hanno le donne a Radio Regueb: “Le donne sono un focus centrale della radio, che utilizziamo per sensibilizzare sui diritti sul posto di lavoro e in famiglia. Le donne della regione di Sidi Bouzid vivono una condizione di violenza economica, poiché rappresentano la maggioranza della forza lavoro nell’agricoltura, subendo conseguenze gravi sulla salute. Ma, siamo convinti, che proprio grazie alla radio si possono creare cambiamenti sociali, soprattutto se ci si appoggia alle associazioni nella difesa dei diritti attive sul territorio e se diffonde le informazioni sulle esperienze positive delle donne che in questa regione hanno resistito e sono state ripagate per il loro coraggio”.

E sono numerose le testimonianze e le esperienze delle radio provenienti dagli altri Paesi arabi e si susseguono interventi dall’Algeria al Bahrein, passando per Egitto, Palestina, Giordania, Yemen, Libia. Opportunità irripetibile per Kawla e Darine di riuscire tessere una rete di contatti e scambiare esperienze, un approccio che COSPE stimola attraverso i progetti e che prossimamente permetterà proprio a Radio 3R di collaborare con media alternativi egiziani, marocchini e palestinesi.

di Debora Del Pistoia

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