Forum Mondiale dei Media Liberi

In diretta da Tunisi un focus sul Forum Mondiale dei Media Liberi (24-30 Marzo 2013).

Workshop sulla progettazione e produzione di radio trasmettitori - foto di Andrea Galli
Workshop sulla progettazione e produzione di radio trasmettitori – foto di Andrea Galli

Dopo tre forum in Brasile (Rio de Janeiro 2008, Vitoria 2009, Porto Alegre 2012), tre incontri preparatori in Africa (Marrakech 2011, Tunisi 2012 e Marrakech 2013) e due edizioni mondiali (Belem 2009 e Rio de Janeiro 2012) i media liberi si incontrano a Tunisi. Oltre a coprire le attività del Forum Sociale Mondiale (FSM) dal 26 a 30 Marzo, i collettivi dei media liberi e le organizzazioni interessate hanno promosso attività specifiche dando luogo al Terzo Forum Mondiale dei Media Liberi, che anticipa di due giorni l’apertura del FSM.

Dalla scorsa domenica 24 Marzo, conferenze, workshop, spazi espositivi e coperture giornalistiche hanno iniziato a riempire le aule del campus universitario El Manar, a quindici minuti dal centro di Tunisi.

L’anfiteatro del dipartimento di informatica si riempie, le cabine di traduzione si sintonizzano sulle frequenze che trasmettono ai cellulari con auricolari forniti ai partecipanti e il forum ha inizio. Le organizzazioni promotrici AMARC (associazione mondiale delle radio comunitarie), Sindacato Tunisino delle Radio Libere, le associazioni brasiliane Ciranda e Intervoces, il portale E-Joussour di Maghreb/Machrek, il network francese Ritimo, e l’associazione Hipatia per i software liberi aprono il Forum e introducono i punti di discussione che animeranno le attività della settimana.

La comunicazione come bene comune, la libertà di espressione come diritto fondamentale, la questione della regolamentazione dei media liberi e l’accesso alle frequenze, la sostenibilità nel lungo termine dei media, l’appropriazione tecnologica, hacker e software liberi. Nel pomeriggio si tengono gli workshop per la formazione dei gruppi di lavoro per la copertura radio e video del Forum. Un’équipe di giornalisti delle diverse radio di prossimità tunisine e non prenderà parte per tutta la settimana a Radio Forum, adesso disponibile on line e su  103.1 FM. Il gruppo prende posto in un’aula, si legge “silence, on air” sulla porta e cominciano le interviste.

Assemblea plenaria sulle radio comunitarie - foto di Andrea Galli
Assemblea plenaria sulle radio comunitarie – foto di Andrea Galli

La seconda giornata di lunedì 25 Marzo è tutta dedicata al primo Forum delle radio associative e comunitarie. Nella sessione plenaria mattutina, l’ Istituto Panos dell’Africa dell’Ovest e l’AMARC presentano una panoramica sulla situazione delle radio comunitarie rispettivamente in Africa dell’Ovest e in America Latina, soffermandosi sul ruolo delle radio come fattore di democrazia, strumento di diffusione di diritti e recupero/promozione delle lingue locali (nel caso dell’America Latina le numerose lingue indigene). Gli spunti di riflessione hanno incluso l’interazione tra le radio e la società civile, e tra livello locale e nazionale, l’indipendenza delle radio e il problema dei fondi, la radio come voce dai margini e non riflesso della cultura dominante.

Di fronte all’accentramento dei mezzi di comunicazione, viene affermata da più voci la crescente difficoltà nell’accesso a una frequenza radio e tema centrale di discussione nei prossimi giorni sarà la diffusione senza autorizzazione a cui sono costrette molte radio, che in alcuni paesi rischiano una dura repressione e pene fino alla reclusione in carcere. Primo tra tutti la Tunisia, che da tempo attende l’applicazione del decreto 116 che regolerà il settore audiovisuale e l’autorità indipendente per la concessione di frequenze FM (HAICA), per coronare il diritto alla libera espressione, una delle rivendicazioni centrali della stessa rivoluzione del 2011.

A conclusione del dibattito il microfono è aperto per tutte le esperienze di radio comunitarie e si susseguono interventi dall’Algeria al Bahrein, passando per Egitto, Palestina, Giordania, Yemen, Libia. Colpisce la scarsa partecipazione delle radio tunisine, e soprattutto delle radio di prossimità delle regioni interne, ma prende parola un’animatrice di Radio 3R, radio comunitaria nata nell’ultimo anno su iniziativa di COSPE e Amisnet in partenariato con l’associazione tunisina “Association Liberté et Développement” di Regueb, che dal 9 Gennaio 2013 ha iniziato a trasmettere sul web in attesa della diffusione sulla banda FM.

Nel pomeriggio ci sono più workshop in contemporanea: dalla piattaforma per il riconoscimento giuridico delle radio associative e comunitarie alla dimostrazione del software libero SPIP e un laboratorio di autocostruzione di antenne, gli approfondimenti sulle lingue minoritarie e le violazioni contro i giornalisti in Siria e Bahrein.

E nell’atrio del dipartimento i partecipanti camminano attoniti tra i cartelloni che scendono dal soffitto. E’ stato allestito un memoriale per la commemorazione di chi ha lottato per la libertà di espressione e adesso non c’è più, proprio a causa di quella lotta. E anche noi ricordiamo quindi: Zouhair Yahyaoui (Tune Zine, Tunisia),  Brad Will (Indymedia, USA), Gabriel Pillar (Insanus, Brasile), PiP Starr  (Engagemedia, Australia); 
Tereza Bautista Merino, Felicitaz Martinez Sanches (la Voz que Rompe el Silencio, Messico), Aaron Swartz (RSS, Reddit e Creative Commons, USA), Fidan Dogan (Centre de Information Kurdistan, Parigi).

Oggi il FSM ha inizio e i media liberi sono pronti a comunicare… Stay tuned.

COSPE al Social Forum di Tunisi.

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