‘Se perde anche l’Esperance’ – 7

”Se perde anche l’Esperance” è un reportage di Alessandro Doranti che nel suo ultimo viaggio in Tunisia ha analizzato il rapporto viscerale che il paese ha con il calcio, tracciando un quadro fortemente legato anche alle vicende politiche e sociali del Paese.

A poche settimane dall’omicidio di Chokri Belaid e dall’inizio del Social Forum che si terrà a Tunisi dal 26 al 30 marzo 2013, i riflettori internazionali tornano ad accendersi sulla Tunisia.

Parte 7 – ”Se perde anche l’Esperance”. Seguite il reportage su Babel blog e su Facebook COSPE.

Esperance - foto di Alessandro Duranti
Esperance – foto di Alessandro Duranti

…L’appuntamento è per domenica 10 novembre allo stadio Olimpique de Radès, 12 km fuori dal centro, in direzione banlieue sud. Un complesso da 65.000 posti voluto da Ben Ali (“Stade du 7 novembre” prima della rivoluzione) sul modello del “Parc des Princes” di Parigi. Il palcoscenico delle grandi occasioni, dei derby e delle sfide internazionali. Una struttura ultramoderna a cui gli ultras clubisti preferiscono lo stadio olimpico di El Menzah, la cui particolare forma architettonica dispone gli spalti come petali intorno al manto erboso. Abitualmente il CA gioca tra i palazzoni bianchi dell’omonimo quartiere El Menzah la maggior parte delle gare interne, anche se a Tunisi non esistono stadi di proprietà.

Domenica mattina arriva la doccia fredda dal solito sms di Wael. “Tifo annullè. On va pas aller au stade!”. Lo incontro nel pomeriggio per un caffé in una Medina deserta. “Il Ministero non ha voluto concedere deroghe alle società e tutti i gruppi della curva hanno deciso lo sciopero del tifo. Se non ci saranno cambiamenti, nelle prossime settimane inizieremo a fare delle azioni in centro”. Non è scoraggiato. “Se vogliono la guerra, risponderemo…”. Usciti dai reticoli della città vecchia, ci lasciamo alle spalle Bab el-Bahr (Porte de France) e proseguiamo per Rue Mongi Slim. Wael si improvvisa guida “turistica”: “Questa è una via lunghissima che attraversa più quartieri. E’ la strada dei traffici, dell’ingresso della droga in città, del mercato nero del cambio: con 1 euro arrivi a prendere 2 dinari e 40 centesimi”. Arrivati fino all’incrocio con rue Malta Sghira, i bandieroni dell’Esperance sospesi tra i balconi, rendono spettacolare il nostro avvicinamento a Bab Souika, il quartier generale dei rivali esperantisti. Sotto un arco di fili colorati di giallo, rosso e nero, uomini con le borse in spalla escono rigenerati dagli antichi hammam mentre nelle cucine popolari gli avventori si sfamano coi migliori ojja aux merguez del quartiere. “Allez allez” – mi esorta, scocciato, Wael.

… Nei giorni che precedono la finale di Champions mezza città risulta imbandierata dai colori dell’Esperance … (continua)

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‘Se perde anche l’Esperance’ – 7
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