Sfide oltre confine

“Il Forum Sociale di Tunisi sarà una grande occasione di convergenza per la società civile europea”. Youssef Tlili, rappresentante dell’Unione studentesca tunisina, esprime entusiasmo e preoccupazione per delle sfide che ormai travalicano i confini dei Paesi: “Stiamo vivendo problemi sempre più complessi, che riguardano tutti e non si risolvono più a livello nazionale, ma a livello mondiale. Stiamo parlando di immigrazione, democrazia, ambiente e diritti dell’uomo. Il mondo sta cambiando, dobbiamo capire come sviluppare nuove forme di solidarietà attiva e definire delle priorità condivise da tutti”.

Ma quando si parla di ascesa dell’islamismo in Tunisia e in Egitto dopo la dipartita dei vecchi tiranni Tlili torna a parlare in chiave nazionale: “Ogni paese arabo ha la sua specificità. In Tunisia usciamo da una dittatura fortemente marcata a sinistra: gli islamisti hanno vinto perché incarnavano il cambiamento mentre la parte più democratica era legata ad un’idea di conservazione. I partiti di sinistra inoltre sono molto divisi tra loro, non tanto sui contenuti quanto sulla scelta del leader. Mentre gli islamisti, uniti, sono riusciti a veicolare i temi della campagna elettorale su un terreno a loro favorevole, quello dell’identità e della laicità. Un problema paradossale: i tunisini sono tendenzialmente laici, ma il termine ‘laicità’ in un dibattito viene visto come un’aggressione alla religione”.

E conclude: “Possiamo fare di questo Paese un paradiso come possiamo perdere ancora una volta e tornare alla dittatura, in questo momento tutto è possibile”. (M.L.)

Babel 3/2012

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