Firenze: Europa nel Mediterraneo e nel mondo

In attesa della sintesi finale che si terrà domenica mattina e da cui dovrebbe scaturire un ‘agenda comune e concreta dei movimenti europei in vista del prossimo social forum di Tunisi, si iniziano a ricomporre i pezzi dei meeting divisi per tematiche e ambiti di lavoro. Per il pilastro dedicato all’Europa nel Mediterraneo e nel mondo tra la richiesta di rafforzamento delle reti di sindacati, sostegno a tutela della libertà di espressione e di accesso all’informazione, lotta per la libertà di movimento dei cittadini e accesso ai servizi, per i diritti dei migranti e dei lavoratori, si delineano tre grandi macro questioni attorno a cui costruire proposte e percorsi: la soluzione dei conflitti, conditio sine qua non per qualunque altra azione: “La questione della pace – ha detto Sergio Bassoli della CGIL – durante i nostri incontro è stata sottovalutata rispetto alla crisi ma è fondamentale che ci adoperiamo in questa direzione perché si possa pensare ad un’altra Europa”; il sostegno alle neo democrazie mediterranee e infine la coerenza delle politiche europee.

Per ognuno di questi si sono fatte proposte concrete : Sarajevo come “scuola di pace” del Mediterraneo o l’istituzione di un Osservatorio sulle politiche europee e ancora di più un rapporteur che assista ai lavori di ogni parlamento nazionale e riferisca su i rapporti con gli altri paesi a garanzia di trasparenza. “Una metodologia che già esiste in molti paesi europei ma che dovrebbe essere estesa” secondo Fabio Laurenzi presidente COSPE.

Su tutto si sente la necessità di un “rinnovato patto sociale europeo” tra la società civile democratica per riuscire a fare incidenza politica sia sulle politiche statali che quelle europee e, infine , di una campagna di sensibilizzazione su democrazia e diritti umani che coinvolga tutti quei pezzi di società che stanno già lavorando sulle politiche agricole comuni, sui diritti dei migranti, sui diritti delle donne e il welfare. In questo quadro anche la cooperazione internazionale deve ripensarsi cambiando la logica di lavoro per progetti e cercando di instaurare relazioni paritarie rispettare i processi nazionali contro il doppio standard dei diritti.

Scambi, proposte, pensieri che verranno messi in ordine per arrivare alla ribalta della plenaria insieme agli altri quattro ambiti di lavoro: democrazia in Europa, Finanza, debito e austerità, lavoro e diritti sociali, beni comuni naturali e sociali. La speranza è che dalla teoria si arriva presto a una pratica di mobilitazione a livello europeo che coinvolga tutta la cittadinanza nella costruzione di un’altra Europa lontana dalle politiche di austerity, dal fiscal compact e dalla scure del debito pubblico

Firenze: Europa nel Mediterraneo e nel mondo
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest