Napoli, prove di democrazia dal basso

Intervista all’assessore-giurista Alberto Lucarelli, animatore di spicco del referendum sull’acqua e di nuovi esperimenti di partecipazione attiva

di Ernesto Pagano

L’emergenza rifi uti sembra un lontano ricordo. Adesso Napoli si è trasformata in laboratorio d’avanguardia per la ricerca di nuove forme di democrazia. L’ingrediente di base è il concetto di bene comune, il suo ideatore e interprete è il giurista Alberto Lucarelli.

Lei è il primo assessore d’Italia ai beni comuni, si racconti…
— Mi è stato conferito questo incarico perché sono in qualche modo il fondatore della teoria dei beni comuni in Italia. Ho introdotto la categoria dei beni comuni come membro della commissione Rodotà per la riforma del codice civile. Ho inoltre redatto i quesiti referendari sull’acqua. De Magistris, una volta eletto, ha voluto che rappresentassi in Comune questa battaglia, come attivista e come giurista. La società di gestione dell’acqua Arin è diventata Acqua Bene Comune Napoli.

Qual è il progetto dietro il cambio di sigla?
— Da società per azioni, l’Arin (ora Abc Napoli) diventa un soggetto di diritto pubblico in cui i costi di gestione vengono rivolti a un bene non più orientato al mercato e sul quale non si devono fare profi tti. La rivoluzione è questa: una gestione pubblica, ma che non sia la riproposizione dei carrozzoni pubblici del passato.

Rivoluzione anche sulla bolletta?
— Non è tanto la bolletta. Il problema è capire se abbiamo un gestione trasparente, se gli utili sono investiti effettivamente in infrastrutture, se i cittadini possono partecipare. Non necessariamente una bolletta bassa signifi ca che ci sia
un gestione trasparente e partecipata.

Con quali strumenti si rende un bene comune come l’acqua effettivamente partecipato dai cittadini?
— Abbiamo previsto nel consiglio d’amministrazione la presenza di esponenti della cittadinanza attiva: cittadini di associazioni ambientaliste, ma anche attivisti dei forum dei movimenti per l’acqua che sono designati dal basso ed hanno gli stessi poteri degli altri consiglieri d’amministrazione. Questa è solo una delle misure concrete, ma potrei citarne tante altre.

Quali sono le prossime azioni?
— Il 18 aprile a Napoli è nato il laboratorio per una costituente dei beni comuni. Si tratta del primo esperimento in Italia di democrazia partecipativa che determina una autolimitazione da parte del consiglio comunale a favore delle deliberazioni delle consulte che provengono dai cittadini. Per la prima volta si cerca di trasformare la partecipazione in democrazia partecipativa.

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