Ancora disordini in Tunisia: coprifuoco a Jendouba

Non cessano i disordini in Tunisia. Da una settimana si registrano numerosi attacchi ad opera di gruppi di salafiti in molte città a nord e sud del Paese e non accennano a diminuire. Uno dei luoghi più caldi è Jendouba, città al nord di Tunisi dove COSPE ha appena dato il via al progetto di un “Centro donne”: “La notte tra l’12 e il 13 giugno – racconta Lorenza Di Clemente cooperante COSPE in Tunisia- ci sono stati forti scontri in strada tra gruppi di salafiti che esclamavano Allah Akbar e la polizia. Nonostante fosse già stato decretato il coprifuoco da casa sentivo nitidamente dei colpi di arma da fuoco”.

Il coprifuoco era stato imposto contemporaneamente nella giornata di martedì in tutta la zona di “Grand Tunis” e nei governatorati di Sosusse, Monastir, Medenine.

E’ ad oggi difficile interpretare la situazione, chi guida questi attacchi, se sono movimenti estemporanei o c’è un’organizzazione… in ogni caso preoccupa la frequenza degli attacchi, sempre più ravvicinati e ad obiettivi molto definiti: sedi di partiti, di sindacati e a locali che vendono alcol. A Tunisi poi la protesta è stata scatenata da una mostra in cui si sarebbero esposti quadri raffiguranti Maometto. Cosa che a una verifica successiva non è risultata vera dato che i quadri sembravano raffigurare delle caricature di salafiti. E soprattutto il Ministero della Cultura declina ogni responsabilità rimandando l’accusa agli artisti stessi che avrebbero esposto le presunte opere blasfeme per provocazione, schierandosi dunque dalla parte dei manifestanti.

Durante il corso della protesta a Tunisi sono stati registrati 160 arrestati “ Per ora non si hanno notizie di feriti – dice ancora Lorena – ma il clima si sta inasprendo e ogni pretesto sembra buono per provocare scontri soprattutto a Jendouba”. Qui nell’ultima settimana sono infatti state distrutte le sedi di tre partiti laici, quella del sindacato unitario dei lavoratori (UGTT) che aveva indetto lo sciopero generale della scorsa settimana. Sciopero boicottato tanto dai salafiti che dal NADA, il partito governativo. In molti invocano l’intervento delle Forze armate e del loro massimo esponente, il generale Rashid Ammar, per riportare ordine e sicurezza. la situazione è in divinire e continueremo a seguirla.

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