Visioni dal Sud del mondo.

 

Lo sviluppo sostenibile dei territori, l’acqua, il lavoro, la democrazia. Sono temi del festival Ttff che torna a Bologna all’insegna della multiculturalità.

Di Jonathan Ferramola

«Sopra la nudità forte della verità, stendete il manto diafano della fantasia», diceva José Saramago.
È una perfetta visione, poetica e forte, di quello che può essere considerato il documentario nell’era del cinema digitale del reale, delle web TV e dei collettivi di video attivisti che ci raccontano conflitti e resistenze del pianeta.
Ed è proprio il tentativo che facciamo ogni anno, quello di ammantare di fantasia la dura realtà, quando stiliamo il programma di documentari e fiction sociali del Terra di tutti film festival. Giunto ormai alla sesta edizione, dall’11 al 14 ottobre prossimo presso il cinema Lumière di Bologna, il Ttff è ormai un consolidato appuntamento del cinema sociale nel capoluogo emiliano, con visioni off durante tutto l’inverno a Genova, Firenze e Ancona. Nell’edizione 2011, 50 audiovisivi proposti gratuitamente al pubblico (a fronte dei 350 ricevuti nel bando di concorso) su varie tematiche di attualità, dalle rivoluzioni arabe (l’applauditissimo Jamais Plus Peur di Mourad Ben Cheik era reduce dal successo di Cannes) al conflitto arabo/palestinese, dalla vita nelle miniere sudamericane alla resistenza contadina in Africa australe. Territori del sud che si incrociano con problematiche spesso planetarie quali accesso all’acqua, land grabbing, difesa del territorio e beni comuni. Proprio in queste settimane stiamo allestendo il bando di concorso 2012, che sarà online sul sito del festival, destinato ad opere audiovisive prodotte dal 2009 in avanti in Europa e all’estero e della durata massima di 60 minuti. Cercheremo di privilegiare tematiche forti, che stanno segnando l’agenda internazionale di comitati,
movimenti e società civile: ovvero acqua, e tutti gli appuntamenti correlati (dal Fame di Marsiglia alla campagna di obbedienza civile), beni comuni e ambiente a 20 anni da Rio 92, le foreste e la lotta per la riduzione delle emissioni di carbonio, la sovranità alimentare e tutte le sfide di autoproduzione dal basso.
Consolidata è la presenza di due giurie parallele a quelle del festival, che assegneranno altrettanti premi: il premio Benedetto Senni, assegnato ad autori africani che trattano tematiche relative allo sviluppo sostenibile dei propri territori, e il Consiglio dei cittadini stranieri e apolidi della Provincia di Bologna che assegnerà un premio relativo alle tematiche dell’immigrazione, multiculturalità e nuove cittadinanze. Una novità 2012 sarà la presenza di un premio Slow food Bologna, dedicato ai temi del cibo etico e biologico, della filiera corta e dell’autoproduzione al sud del mondo. Consolidata è invece la rete di festival che anche quest’anno sostengono il Ttff nello scambio di produzioni audiovisive, dal Bh festival di Belo horizonte in Brasile al Festival delle terre di Roma, dal Festival del cinema dell’Africa, Asia e America Latina di Milano al premio Anello debole di Capodarco.
Insomma il Ttff si consolida come un appuntamento dove il cinema documentario ci aiuterà ad aprire le porte al mondo, alle sue problematiche e possibili soluzioni virtuose.
Perché per dirla come Bruno Geraci, giornalista ed esperto di semiotica «la conoscenza non può esaurirsi con le notizie mordi e fuggi dei tg. La complessità del mondo necessita di approfondimenti, di capire meglio, di saperne di più. E allora il documentario diventa strumento di crescita, di conoscenza, di partecipazione».
Informazioni sul bando di iscrizione www.terradituttifilmfestival.org

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