Mor e Samb, uccisi dall’odio.

La sicurezza in Italia è un problema per tutti. Italiani e immigrati.

di Udo C. Enwereuzor

Il mio primo pensiero, dopo aver appreso la notizia dell’assassinio di Mor Diop e Samb Modou al mercato di Piazza Dalmazia a Firenze, è andato ai loro familiari e amici. In particolari a quelli lontani, con l’augurio che trovino la forza interiore per sopportare il dolore per questa morte assurda.Dopo il delitto, si è parlato del gesto di un folle. Ma se di follia si tratta, è una follia molto particolare perché ha saputo scegliere bene le sue vittime in base alla presunta appartenenza “razziale”. Curiosa follia razzista e xenofoba. Ma di folle in tutta questa tragica vicenda c’è solo l’ideologia dell’odio di cui l’assassino si è nutrito negli anni.
Da anni, gli organismi internazionali come l’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Ue lanciano l’allarme sul pericolo rappresentato dall’estremismo di destra nei confronti di immigrati, rom e sinti. Senza volere stabilire una relazione causa-effetto tra singoli pronunciamenti e l’efferato duplice omicidio di Firenze, appare evidente che i discorsi razzisti di vari Forza Nuova o Casa Pound o di quei partiti politici che non perdono occasione per indicare l’immigrato come nemico e pericolo per gli italiani, contribuiscono a creare un clima che rende pensabile comportamenti che altrimenti dovrebbero restare fuori dalla fantasia di qualsiasi persona civile. E la strage è opera di un soggetto che coltivato e curato la propria idea di odio dello straniero in ambienti ben precisi: quelli della destra xenofoba e razzista. E Firenze potrebbe non essere un caso isolato se non si interviene immediatamente.

E per invertire la rotta serve uno sforzo di tutti. Sul piano pratico, bisogna respingere l’equazione che vuole la criminalità legata al fenomeno dell’immigrazione. I migranti sono cittadini, e in quanto tali sono vittime e artefici di reati come tutti gli altri. La sicurezza non è un problema per italiani, è un problema che riguarda chiunque. È stato un problema per Mor e Samb, uccisi barbaramente. E per evitare che altre persone possano trovare la stessa fine, è necessario monitorare l’attività di alcuni gruppi politici. La presenza numerosa di cittadini alla manifestazione di sabato 17 dicembre a Firenze ha voluto dire non solo onorare i morti e portare solidarietà ai feriti. Ha voluto anche essere un forte segnale a tutta la società che deve cambiare
comportamenti, atteggiamenti e opinioni che seminano, riproducono e diffondono l’odio nei confronti di alcuni segmenti della popolazione. Siamo tutti chiamati a vigilare, interrogarci e discutere pubblicamente il nostro comune futuro, per fare in modo che sia diverso, migliore e senza morti come quelle di Mor e Samb.
Questi due morti sono anche ferite per tutti noi e per la nostra umanità. Occorre che coloro che hanno più potere e più responsabilità – a partire dal potere della parola – diano l’esempio di un cambiamento, esercitando tale potere con maggiore senso di responsabilità, evitando la rappresentazione negativa di interi pezzi della società solo perché sono stranieri.

Mor e Samb, uccisi dall’odio.
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